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ASTENERSI PSICOPATICI

Blog interdetto a necrofili, fascisti, omofobi, donne frustrate, noiosi, fidanzate gelose, misogini, amiche e amici delle donne frustrate, deficienti, democristiani, sgrammaticati, petulanti, sposati infelici, integralisti religiosi, beoti maschi, benestanti, paranoici, antiabortisti, mostri, bugiardi, mitomani, donnette, pseudo esseri, antipatici, ignobili, doppiogiochisti, permalosi, portatori di faccine, spammatori, esseri con le unghie nere, assenteisti, spergiuri, indossatori di bordeaux, scrittori di po' e di dà e di qual è incapaci, soggetti convinti che le scarpe debbano essere comode e servano per camminare.

Leggere questo blog non è un bisogno fisiologico! 
Ma crea dipendenza


Copyright by Uic & Sabbia.ilcannocchiale.it

 




L'amore (così almeno se lo figura lei) è roba per gente decisa a sopraffarsi a vicenda, uno sport crudele, feroce, ben più crudele e feroce più del tennis!, da praticarsi senza esclusione di colpi e senza mai scomodare, per mitigarlo, bontà d'animo e onestà di propositi.

[G.B. Einaudi, Il giardino dei Finzi Contini]

Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce a immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che prima o poi l'avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E' scoppiata tutto d'un colpo.

[A.B. Feltrinelli, Oceano Mare]

Ma lei è contento?
Molto. Anche se la contentezza è un lavoro. L'amore è un lavoro, e non è part-time. Roba da professionisti. L'amore è annoiarsi, sentirti dire non ti comporti bene, sei uno stronzo. L'amore è anche essere spenti, è sapere come si trasformano gli anni, che cosa diventa la passione, saperla riaccendere, saper convivere se si è spenta. L'amore è tanti cazzi, ma tanti...

[S.C. Vaniity Fair]

Gravity is not responsible for people falling in love.

[A.E.]

Mi riconosci ho le scarpe piene di sassi, la faccia piena di schiaffi, il cuore pieno di battiti, gli occhi pieni di me.

[L.C]


Mano. La mia, almeno.         


 

Borsa. La mia, almeno.




- Scommetto che sei una ragazza di un certo tipo, - disse Checkers.
- Lo siamo tutte, - rispose Donna.
- Scommetto che sei quel tipo di ragazza che se sta camminando per strada e passa uno con una macchinazza e le urla qualcosa tipo 'Ehi, bella gnocca' non sorride nemmeno.
- Probabile.
- E scommetto che se quello diventasse volgare e dicesse che forse potreste combinare qualcosa, continueresti a non sorridergli. Saresti troppo sofisticata per lui.
- Giusto, di nuovo.
Checkers diede una manata al piano del tavolo. - Cristo! - esclamò a voce alta. Sembrava arrabbiato.
Donna ne fu sorpresa. Pensava stessero facendo conversazione.
- Cristo! - ripetè Checkers. - Ma chi cazzo vi credete di essere, voi donne?
Donna aggrottò le sopracciglia.
- Pensate che gli uomini siano raffinati? Pensate che moriamo tutti dalla voglia di farvi la corte? Di portarvi fuori a cena e di fare conversazione? Cristo! [...] Ma non capite? - Gli occhi di Checkers erano incollati a quelli di Donna. - Non capite proprio la perfezione di un 'Ehi, bella gnocca' detto da un uomo che non ha altro da dire?


[D.S., Einaudi, Baciarsi a Manhattan]




 

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6 novembre 2008

vademecum sul come diventare bastarde e vivere felici

Quello che segue non è un post per moralisti, per critici ee giudicanti. Primo perché scrivo quel che mi pare e non è affatto detto che io voglia sentire quanto/come/perché non siete d'accordo. Secondo perché sto ripiegando (come su un campo di battaglia) sul dolore e posso essere superficiale quanto desidero. Terzo perché nessuno degli uomini che inizierò a frequentare saprà né del patto né tantomeno del mio blog. Pena l'esclusione.
Siccome sono una donna estremamente pratica, applico la seguente relazione al periodo di lutto post storia. La proporzione (mi sento molto in Numb3rs) è: (12*6) : 14= (12*2) : x
(anno solare espresso in mesi x anni di relazione) : 14 (costante di B)= (anno solare espresso in mesi x anni di relazione): x

Quindi nel mio caso parliamo di una risoluzione del lutto intorno a fine febbraio inizio marzo (che cade a fagiououolo, visto che ad aprile compio 30 anni e per la festa a sorpresa che qualche volenteroso mi organizzerà, vorrei avere un accompagnatore stragnocco e straintelligente e blablabla).
Per il momento, ovvero questo lungo inverno single e senza alcun impegno (chi ce l'ha la testa per l'impegno), sottoscrivo un patto serio, un patto di sangue. Il patto è semplice da da rispettare. Ci si controlla vicendevolmente. Se si sgarra la pena è una cena in un posto scelto dall'altra/e.

1) percorri strade nuove, nuovissime: niente ritorno da uno qualsiasi degli ex amorini-morosi-infatuati. Se non ci stai insieme, c'è un motivo più che valido. Per ciascuno di loro, very bastard inclused. E non ti far fregare dai tuoi piedi che fanno proprio autonomamente alcune strade. Sono piedi, dipendono dal cervello, checcavolo. Non sei un maschio. Il tuo cervello comanda.

2) Non uscire con un uomo per più di due volte a meno che a) non sia un genio del sesso b) non sia un amico-più (ma in questo caso deve essere comunque un genio del sesso). Ci sono tanti buoni motivi per fare sesso e altrettanti cattivi: compassione, simpatia, ubriacatura, amicizia.

3) Scegli solo uomini che ti piacciono.

4) Evita di parlare di te: non stai costruendo una relazione, quindi perché appesantirla con i fatti tuoi? Per quello ci sono gli amici, la famiglia, gli sconosciuti, i telefoni amici. Ovviamente evita che lui parli di sé. Avrà anche lui deegli amici, una famiglia, i telefoni amici.

5) Non ti fidare: siamo serie. Quello che sta con la moglie non la mollerà mai; quello che sta con la fidanzata la porterà all'altare (o se la mollerà, comunque all'altare non porterà te); quello che non si vuole impegnare non si impegnerà mai; quello che è incolto e fragile non diventerà mai intellettuale e maschio.

6) Non ti innamorare: non sei pronta e non ne vale la pena. Per investire in una relazione l'altra parte deve essere esattamente come tu la desideri.

7) Ricordati che l'uomo è ciò che fa e non ciò che dice.

8) Menti. Per divertimento. Gli uomini ne sono capaci e lo fanno sempre, quindi perché tu non puoi fare altrettanto e anzi meglio? Il giorno dopo puoi raccontare alle amiche come li hai presi in giro, senza sentirti in colpa, ovviamente. Puoi far leggere in giro sms e mail e dichiarazioni. Gioco da fare solo con persone che non reputi fantastiche, e comunque si fa per vendetta, suvvia…

9) Gioca, appunto. Non ti intristire, non ti aspettare telefonate, premure, complicità dall'altro, perché tu non farai telefonate inutili, non sarai premurosa né complice. Divertiti, sorridi e non impegnarti.

10) Non illuderti. Mai. Non sarà per sempre. Non ascoltare l'orologio biologico o l'istinto materno o le tue amiche che ti vorrebbero accasata: farai un figlio con l'Uomo della tua vita (che non è ancora arrivato, non è il tuo ex, NON è ANCORA ARRIVATO!)

11) Non prenderti cura degli uomini. No alla crocerossina che c'è in te. Ci si prende cura degli amici, dei familiari e di chi ha davvero bisogno. Per questo non sopportare più di quanto è lecito sopportarsi da un uomo che si frequenta. Non dormirci insieme, si dorme con chi si ama.




permalink | inviato da uic il 6/11/2008 alle 15:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa

7 maggio 2008

Donna rivisto e corretto

Sono donna quando infilo le scarpe da in piedi, senza appoggiarmi alle pareti, senza guardare.
Quando ruoto la base del rossetto e l'avvicino alla bocca, quando preparo la vasca da bagno a mille gradi e chiudo gli occhi entrandoci. Sono donna quando slaccio il reggiseno come fosse slacciarmi le scarpe. Quando affondo le mani nella farina e nel lievito sciolto in acqua bollente, quando non mi siedo in metropolitana, quando sorrido ad un posto di blocco.
Sono donna quando parcheggio perfettamente a esse, quando guido cantando, quando mi sorprendo.
Sono donna quando mi stupisco del raggio che perpendicolarmente passa attaverso il lucernario della mansarda e mi colpisce in viso, quando non trovo le chiavi il telefonino la moleskine l'abbonamento le sigarette e soprattutto l'accendino nella borsa.
Sono donna quando respiro affianco a lui e quel respiro significa ho voglia di respirarti, quando parlo con il grafico e dico che la soluzione non mi convince, quando raccolgo i capelli troppo lunghi e ribelli in un fermaglio, quando desidero una figlia.
Sono donna quando non mi piaccio nelle fotografie, quando voto secondo il cuore, quando mi indispettisco, quando mi stropiccio gli occhi appena sveglia.
Sono donna quando leggo a gambe incrociate sul letto.
Sono donna quando rido bevendo vino rosso, quando consolo e accolgo e affranco, quando sono femmina, quando smalto le unghie e ci soffio sopra e intanto telefono.
Sono donna quando alla fine della cena mi tocca sparecchiare, quando allontano.
Sono donna quando sto per cedere alle lusinghe e sembra che io stia per cedere e non cedo, quando non mi accorgo dei doppi sensi.
Sono donna quando amo nel mio modo poco costruttivo e totale e violento e umorale e epistolare e forse sbagliato, ma mio, profondamente intimamente e geneticamente mio.
Sono donna quando mi rimbocco le coperte e lascio fuori le spalle e le braccia, quando ho i piedi freddi.
Sono donna per tutti gli uomini che ho avuto e con tutti gli uomini che ho avuto, quando so di poter chiamare amiche e sorelle altre donne, quando rifiuto la grappa.
Sono donna quando al mare mi tuffo nell'acqua correndo concentrata nel non inciampare sulla spiaggia (ma sarei uno spettacolo di donna, se capitasse).
Sono donna quando incastro i tacchi nei sanpietrini, quando dimentico il caricabatterie del telefonino in un'altra casa, quando rispondo al telefono sorridendo.
Sono donna quando ho freddo e fuori ci sono trenta gradi, quando m'innamoro e divento scema e affabulata.
Sono donna quando avvicino le mani al calorifero d'inverno, quando accetto delle scuse inaspettate per telefono, quando in primavera sono felice.
Sono una donna.
Sempre.
Felice di esserlo, tanto.




permalink | inviato da uic il 7/5/2008 alle 14:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (42) | Versione per la stampa

19 aprile 2007

va' il caso

Il punto fondamentale è distinguere un appuntamento, anzi, un Appuntamento, da un'uscita tra amici, solo casualmente due.
Solo casualmente di sesso opposto. Solo casualmente che flirtano. Ma casualmente, eh.
E poi in base al distinguo, decidere se accettare.
O meno.

Esempio: cinema.
Regola numero 1: mai invitare al cinema il venerdì e il sabato sera. Meglio scegliere cautamente una sera infrasettimanale, tipo il mercoledì.
Regola numero 2: quando telefonate/scrivete/lanciate segnali di fumo a lui o a lei, la parola d'ordine è ironia. Non siete soli e abbandonati, ma chiedete proprio a lui o a lei di accompagnarvi. Il trucco è non fargli capire questa cosa, cioè che l'avete scelto/a. Perché se pensa che sia un appuntamento e gli piaci ti dice di sì. Ma se invece non gli piaci ti dice di no a priori, perché così facendo potrebbe crearti false speranze (mioddiooooo). Invece tu mantieni la tua dignità, in fondo vuoi solo andare a vedere un film con lui o con lei (apparentemente), mica vuoi sbatterlo contro le poltrone di velluto, levargli/le i vestiti e copulare!
Quindi buttate lì un invito easy e ironico. Molto ironico, vi prego.
Regola numero 3: se non risponde immediatamente alla mail o all'sms, non entrate nel panico. Ci sono persone che semplicemente amano riflettere, oppure non hanno soldi nel telefonino, non si collegano a internet o sailcazzo.
Regola numero 4: se vi rispondono troppo tardi, il che significa il giorno dopo, accettando: rispondete che no, ormai è subentrato un altro impegno. Una festa fantastica o una cena strepitosa. Insomma: punitelo/a.
Regola numero 5: se rifiuta accampando scuse come: ho già preso un altro impegno, vado in barcavela alle Bermuda, ma si dimostra particolarmente dispiaciuto/a e soprattutto propone un'altra data, bene. Se riufiuta non accampando scuse e con un certo imbarazzo, mollate il colpo.
Regola numero 5: siccome il dato fondamentale è che volete perlustrarlo/a in modo platonico (apparentemente), se andate al cinema non ci andate vestiti come al matrimonio della zia Clotilde. Andateci normali. E' un cinema. E pagate ciascuno il suo. Non è un appuntamento. E dopo il cinema aspettate che sia lui/lei a proporre una birra/tisana/bicchiere di vino/notte di passione. E' solo un film. E soprattutto arrivate davanti al cinema con mezzo autonomo. Che non avete 15 anni, la patente ce l'avete e anche un po' di dignità. Ecco.


Sul genere di film, lascio alla vostra coscienza individuale. Una volta io sono stata portata a vedere L'ultimo imperatore di Bertolucci. Un'altra una rassegna su Pasolini. E per finire un film demente, ma talmente demente, che l'ho rimosso. Come quel tipo, d'altra parte.




permalink | inviato da il 19/4/2007 alle 12:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

27 febbraio 2007

basta con lo spam dei blogger

Devo confessare una cosa.
Io detesto lo spam e detesto gli spammatori.
Però se nella mia casella di posta gli spam sono direttamente filtrati e non mi tocca leggere di viagra e pillole e cinture di castità e di sensualissime casalinghe vogliose, sul mio blog sì.
Succede anche qui che sotto un post che parla di etica, Kureishi e call-center Tiscali, arrivi uno come Rinascita Nazionale e consorte, oppure come IlMale oppure ancora come Castenaso Forever, che evitando accuratamente di leggere quello di cui il post tratta, attaccano con un: vieni a leggere il mio romanzo. Oppure: salva la legge 367/r sul mio blog. O ancora: vieni a dirmi cosa ne pensi della mia idea antropolitica sull'estetica precolombiana.
Ora.
Sarà che io ho un carattere indecente, sarà di certo così.
E sarà anche che mai leggerò quello che più o meno arrogantemente mi viene sollecitato a mo' di pubblicità in uno spazio mio, di cui io per prima ho almeno un po' di rispetto.
Sarà che mi fa un po', ma un po' eh, tristezza chi per farsi leggere va a chiedere a chiunque di fare una capatina sul suo blog.
Ma il mio pensiero è: cristosantissimo, abbiate un minimo di contegno!
Leggete, che ne so: il titolo.
Oppure magari i commenti sopra il vostro.
Mica tutti: due o tre, giusto per capire sotto cosa state scrivendo.
Perché a volte, devo dirlo, riuscite ad essere agghiaccianti.
Come da me tempo fa, sotto un post che parlava di un lutto personale e come oggi, qui.
Magari una regolata datevela.




permalink | inviato da il 27/2/2007 alle 14:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (177) | Versione per la stampa

22 settembre 2006

su come avere un blog letto e taaanti contatti e commenti

Avete un blog misero, in cui nessuno commenta, passa, lascia un segno di vita, di apprezzamento, di stima o anche di disaccordo, disprezzo o altro? Questo vi crea dubbi sulla vostra capacità di essere incisivi nella scrittura, sull'interesse di quel che postate? Questo turbamento si può ascrivere in uno più generale sul vostro ruolo nel mondo, visto che nemmeno in rete ne avete uno? Bene, cioè male. Ecco il training passo passo per aumentare i vostri contatti e se credete anche la vostra autostima. COSA E COME SCRIVERE? 1) blog erotici o pseudo erotici con foto discinte e post spinti o volgari. 2) blog contenenti parole come: sesso, cazzo, tette, bin laden, google, berlusconi, culo, bush, viaggi, droga, bombe, amore, foto, cucina, armani, giamaica, ligabue, pere, nokia, vaffanculo, fiorello, forzaitalia, ospedali. 3) blog da poeta maledetto di Rozzano o Tolfa. Ma questo vale solo per gli uomini: le donne, alcuni tipi di donna, sono attratte dai finti poeti veri depressi. Ma per questo vi rimando al precendente post su: Come rimorchiare nella jungla della blogosfera, vergato dalla mia medesima e con tutto il rispetto strabella mano. 4) blog-forum: tirano molto, ad esempio, quelli sulle donne incinte e tutti gli esami annessi e connessi. 5) oltre agli argomenti, curate anche la forma: il blog è uno spazio vostro, personalizzatelo in modo da ritrovarvici. 6) usate un linguaggio che vi distingua dagli altri, un quid che permetta a tutti di riconoscervi. Ci sono splendidi e letti blog scritti in maniera forbita e altri invece piuttosto bassa. Scegliete lo stile che più vi è proprio e proseguite con quello. 7) create delle rubriche interessanti e curatele. 8) mettete nei post tanti link ad altri blog. Chi scrive di sé, o esprime anche un'opinione e per questo ha aperto un blog, è un egocentrico in cerca di consensi. Il fatto di essere linkato da voi creerà nell'altro una sorta di effetto do ut des. 9) se proprio siete disperati, usate l'effetto bufala: se non mi leggete mi ammazzo, se non mi leggete finisco col prostituirmi, se non mi leggete la mia vita non ha senso, se non mi leggete picchierò mia moglie. ATTIVITA' PRATICA Recatevi da una blog star e commentatela se siete in grado in maniera brillante e plurima. Andate su più blog possibili a dire: ma che bello i tuo blog! Sei interessantissimo, bravissimo, bellissimo. Ti aspetto sul mio! Rispondete ai commenti e andate a commentare chi vi commenta. COSA NON SCRIVERE? 1) non scrivete di politica se non avete una cosa assolutamente NUOVA o GENIALE da dire. Considerate che piuttosto che leggere un blog che scrive finti editoriali, le persone normali preferiscono leggere Sabelli Fioretti o Panebianco. 2) non fatevi becera e onestamente fastidiosa pubblicità su altri blog con OT (Off Topic) che citano un vostro post. 3) non siate pallosi: un blog di 80 righe lo legge una persona su quaranta e solo se è scritto bene. Se mi viene in mente altro lo aggiungo pian piano... Altre parole: superdotatao, cunnilingus, amfetamine (anche nella dizione scorretta anfetamine). Detto questo rimane una regola non scritta che vale per i blog e anche per le persone: se una cosa non è interessante, beh: non lo è.




permalink | inviato da il 22/9/2006 alle 12:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (60) | Versione per la stampa

26 luglio 2006

sul metodo per approcciare una donna seduta con un'amica al bar

Ieri un amico a cui faccio da docente di Scienze e tecniche di relazione interpersonali e intersessuali, mi ha confessato di aver utilizzato con una donna un modo d'approccio controproducente.
Mentre io in silenzio meditavo sulla risposta da dargli, lui mi ha chiesto un compendio sulle frasi con cui non solo si attira l'attenzione, ma si gettano le basi per il rimorchio.
Essendo io profondamente buona, attenta docente, ma soprattutto indiscutibilmente la reginetta del compendio, rispondo.
Per prima cosa mettetevi in testa una verità: le tecniche di approccio anche se standard possono fallire clamorosamente. E questo dipende solo, nel caso in cui seguiate pedissequamente il metodo, dalla fanciulla a cui vi rivolgete. Non è quindi un sistema infallibile. Anzi: io sono sempre più convinta che le frasi standard vadano bene per un genere di donna standard. Ma si sa che i maschi in genere preferiscono questo tipo di donne.
Comunque.
Poniamo l'esempio di una fanciulla seduta con un'amica al tavolino di un bar mentre voi con un amico (spero) sorseggiate qualcosa seduti poco distante.
Vi affliggo solo dieci secondi per parlarvi dello sguardo. Usatelo verso la lei in questione. Mi raccomando facendovi vedere mentre lo fate, altrimenti non serve a una cippa. Ma mi raccomando: niente occhio fisso e sdilinquito, non spogliatela con lo sguardo, non ridete con l'amico al vostro tavolo, anzi: mostratevi totalmente disinteressati a quello che dice. 
Che lo sguardo sia importante è vero, però io consiglierei di agire e non di patire. Quindi sorridetele discretamente e non alzate il bicchiere di campari col bianco da cafonacci verso di lei.
Ora state bene attenti al messaggio che la fanciulla vi rimanda: se non vi guarda, lasciate perdere per favore. Non insistete in maniera ridicola. Se invece ad esempio lei guarda l'amica e l'amica si volta per vedere che faccia avete e l'impressione è che vi approvi (nel senso che non scoppia a ridere e trascina via la fanciulla), allora sta andando tutto bene.
Dopo aver guardato e sorriso, passate alla fase tre.
La fase tre non è assolutamente spedire il ragazzo pakistano o indiano con un paio di rose dai petali dipinti verso di lei. 
Potete scegliere, a seconda delle vostre abilità di: farle portare al tavolo qualcosa da bere con l'aggiunta di un bigliettino scritto dalla vostra manina cara. Oppure alzarvi e andare verso la fanciulla e parlarle direttamente.
Se siete timidi, goffi, imbranati o altro usate la prima tecnica. Avvertenza: non fate i tamarri sboroni: niente Barolo del 94. Chiedete una cosa soft oppure la stessa che lei ha nel bicchiere (vi aiuterà in questo il cameriere). E sul bigliettino vi prego e vi scongiuro: siate divertenti, prendetevi in giro, usate l'ironia. Piuttosto che scrivere stronzate mettete nero su bianco la filastrocca de La bella lavanderina che lava i fazzoletti per i poveretti della città.
Però in effetti l'uso dell'ironia non è standard per donna standard. Lasciate perdere il bigliettino e offritele da bere.
Dopodiché, una volta che lei, si spera, avrà sorriso nella vostra direzione, alzatevi e andate verso di lei. Ma non sedetevi al suo tavolo, aspettate che sia lei, se lo vuole, ad invitarvi.
E qui almeno per 5 secondi nella vostra vita, provate a stupire una donna.
Esagerate, siate brillanti e accattivanti. Non incespicate con le parole. Ricordate che non state facendo un discorso davanti all'Onu. State semplicemente parlando con un essere umano, singolo e incuriosito da voi. Una donna, è vero, ma pur sempre un essere umano.
Se non ce la fate ad essere esattamente brillanti e a stupirla, siate almeno divertenti. Non usate mai e poi mai le frasi: ma non ci siamo già visti oppure c'è il mio amico che dice che sei bellissima. A meno che non lo facciate con ironia. Cioè: se dite ridendo queste due frasi significa che sapete prendervi in giro e di solito questa è una peculiarità amata dalle fanciulle.
Però io sono sempre per l'ironia.
Comunque l'importante è non piantarvi zitti e muti e imbarazzati davanti a lei. Perché qui potrebbe entrare in gioco il sadismo di alcune donne che se trovano un uomo imbranato non fanno nulla per levarlo dalla situazione. (A me è un giochino che piace da matti).
In ultima analisi potreste dire qualunque stronzata ma divertendovi.
Ah: evitate le minchiate su gli occhi e le stelle e anime gemelle. Bocciate senza appello.
Altrimenti usate la frase standard che passa la palla a lei, in fondo siete voi che avete agito fino ad ora. Potete usare: è che ti guardavo.
Oh: questa è una frase standard che va benissimo, perché introduce una conversazione.
Qui vi aiuterà non essere soli: se riuscirete (perché invitati) a sedervi ci saranno altre due persone ad aiutare il vostro dialogo. 
Ecco l'approccio.

Oggi festeggio un anniversario.
Esattamente 15 anni fa, in un paesino di montagna - come da tradizione durante le vacanze-, ho dato il mio primo bacio.




permalink | inviato da il 26/7/2006 alle 10:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (79) | Versione per la stampa

20 luglio 2006

sul metodo migliore per rimorchiare nella giungla della blogosfera

Siete infelici? Incompresi dalla vostra partener che nemmeno sa che avete un blog? Desiderosi di trovare un'intesa intellettuale e poi anche fisica? Oppure siete in cerca di avventure? Forse stanchi di essere quello che siete e vogliosi di camuffare il vostro essere impiegatizio dei sentimenti in un principe azzurro virtuale?
Ecco pronta per l'uso una guida metodologicamente testata sul rimorchio nella blogosfera.
Per prima cosa trovatevi una blogger che risponda ai canoni minimi intellettual-sociali che avete in mente.
Se cercate una da portarvi a letto vi sconsiglio le politicizzate, quelle con le foto di loro bambine sulla homepage, quelle felicemente introspettive, quelle che non hanno foto discinte pubblicate.
Puntate su altro, quindi.
Magari su qualcuna che vedete dal vero e che vi piace fisicamente. D'altra parte sono sempre stata contro la confusione che si genera quando parli di Sartre con una di cui t'interessa il culo. Essere diretti è la cosa migliore. E poi, tra l'altro, è finito il tempo delle ingenue che credono al grande amore quando si capisce benissimo che l'interesse non è sulle affinità elettive.
Se invece vi illudete di trovare la donna della vostra vita, quella con cui sposarvi, fare figli, crescere e la cercate sul web, questo è il metodo semplicissimo da seguire e l'obiettivo è rimorchiarla.
Per prima cosa trovate una delle almeno 5mila blogger che possa suscitare in voi quella compenetrazione di intesa emotiva/affettiva/intellettiva che cercate.
Una volta trovata la vittima procedete così:
1) lasciatele un commento accattivante ma misterioso sul blog. Se riuscite ad azzardare potete anche usare la tecnica del litigio come prima fase di abbordaggio. Ma senza esagerare.
2) non fatevi vivi per un po', essere aspettati è sempre la mossa vincente.
3) tornate e lasciatele a quel punto una sequela infinita di commenti in cui, mi raccomando, almeno fingete di interessarvi a lei.
4) scrivetele una mail una volta raggiunto l'obiettivo di averla incuriosita.
5) nella mail parlate confusamente di voi. Lasciate un alone di terribile ineluttabilità sull'ovvia destrezza del destino, che fra mille e mila persone vi ha fatti incontrare.
6) a questo punto non lasciate più commenti sul suo blog, ma scrivete sul vostro in maniera criptica quanto la blogger in questione vi abbia colpito.
7) bersagliatela di mail: dieci, venti, fino a 50 al giorno. Per parlarle di tutto, per farvi parlare di tutto. Questa fase è importantissima: dovete assolutamente farle credere che lei vi intrighi, che non avete mai letto righe interessanti e piene di vita come quelle che scrive lei. Che lei è decisamente la migliore.
8) chiedetele il numero di telefono, ditele che di voi si può fidare. Quando non siete connessi telefonatele o inviatele stucchevoli sms.
9) iniziate a dirle che la sua vertiginosa entrata nella vostra vita vi lascia malinconici e poi esaltati e poi insonni e poi innamorati.
10) insistete sul fatto che siete innamorati e che questo stupisce anche voi! Non vi era mai successo! è così infantile! Ma così vero...
11) vincete le perplessità della blogger e continuate a martellarla col destino (la blogosfera è immensa: è un miracolo che ci siamo trovati noi due).
12) chiedetele di incontrarvi, ma non in un luogo a caso. E' importante che le facciate capire quanto per voi è significativo dello stato onirico in cui vi trovate che avvenga proprio lì in un luogo significante.


Sul seguito, ovvero il primo incontro, a presto su questi schermi.




permalink | inviato da il 20/7/2006 alle 12:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (84) | Versione per la stampa

6 giugno 2006

10 per 0

Piccola guida in dieci punti all'uomo da evitare accuratamente:
 
1) gli infelici a tutti costi: quelli del mi sono accorto di quanto era insulsa la mia vita quando sei arrivata tu che sei stupore e tu sei l'unica che può rendermi felice e ti prego rendimi felice. Infelici perché non hanno capito che non c'è nemmeno una donna sana di mente che voglia stare con uno che le addossa la responsabilità del suo stato d'animo per sempre.

2) gli sboroni denigranti autocentrati: quelli che all'interno di una frase qualunque usano sempre l'io. Esempio numero uno: tesoro, che ne pensi del film? IO penso che sia una stronzata perché IO l'avrei girato sicuramente meglio e poi la sceneggiatura era orribile, di sicuro IO avrei tagliato qualche scena.
Esempio numero due: Lippi è un cretino. Se fossi IO l'allenatore avrei messo in campo Del Piero Totti Inzaghi Gilardino e Buffon. Perché se IO fossi Buffon saprei parare tutto, ma proprio tutto. Perché IO quando ero alla scuola calcio ero il migliore.

3) gli stakanovisti estremi: quelli che se proprio ti va di lusso per l'anniversario si liberano verso le 22 al posto che a mezzanotte e ti portano a cena sotto l'ufficio. Quelli che quando chiedi: come va? ti rispondono sempre: eh, ho una pratica fra le mani..

4) i maniaci della crisi: quelli che vedono crisi ovunque. Dall'economia alla coppia a soprattutto se stessi. Quelli del: sono in crisi creativa, sono in crisi lavorativa, sono in crisi se non raggiungi l'orgasmo, sono in crisi se tardo in ufficio, sono in crisi perché da piccolo mia madre preferiva mio fratello, sono in crisi perché le tue amiche non mi sopportano.

5) gli accomodati: quelli che dopo nemmeno una settimana che ci esci insieme Devono Assolutamente Devono sentirsi a proprio agio con te. Quindi li trovi che fanno i loro bisognini con la porta aperta, oppure fanno i ruttini in macchina o molto peggio. Si accomodano e dànno il meglio di loro in nome dell'intimità.

6) gli ossessivi del lo-sai-che: quelli che ti perseguitano letteralmente con la loro cultura e a qualunque fatto della realtà collegano una dottrina filosofica conosciuta solo a loro, o un autore minore uzbeko o un gruppo che nemmeno a Radiopopolare dalle 3 del mattino in poi riescono a mettere. Quelli che pensano che tu sia scema perché non conosci la corrente filosofica Georgiana della fine Ottocento.

7) i disfattisti generalisti: quelli che almeno una volta al giorno si lamentano dello Stato, della cucina del ristorante, della qualità grafica della rivista che non leggono, della legislatura italiana in fatto di strisce pedonali, della mancanza di ergonomia basilare delle teiere.

8) i maniaci del faidate: quelli che declinano la loro laurea in tecnologie alimentari in idraulica, informatica, erbologia, elettronica impiantistica, audiometria, oculistica, ortopedia della caviglia.

9) i gelosi del tuo passato: quelli che non accettano che tu sia stata felice, soddisfatta e appagata in un rapporto che non sia con loro.

10) i competenti tra i fornelli: quelli che quando riescono a cucinare un uovo sodo gridano al miracolo se non ché per farlo hanno usato quindici padelle, otto cucchiai di legno, sei fornelli e i ti dicono: hai visto come sono bravo? il mio uovo sodo è molto più gustoso del tuo.




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5 giugno 2006

manuale di sopravvivenza

Piccola guida per allontanare il più in fretta possibile la tipologia "Gerry Calà della Costa azzurra" in 9 piccole mosse.
1) considerare assolutamente cheap chi dice: io nella vita non faccio nulla.
2) salire sulla sua macchina e dire: bella sta Rover e sentirsi rispondere: è una Jaguar.
3) ridere della monarchia monegasca. Soprattutto dello sperminator Alberto di Monaco e della rozza e troieggiante Stephanie.
4) trovare orrenda Montecarlo coi suoi grattacieli, le colate di cemento ovunque, l'oasi fiscale di chi non ha senso civico.
5) tirare nel breve tragitto Cap Martin-Montecarlo un superpippone sul Terzo e Quarto Mondo.
6) rispondere: no, mio padre si preoccupa se torno tardi quando ti propone di visitare il suo appartamento vista circuito di F1.
7) aggiungere: senti, mi porti a casa che ho mal di testa?
8) buttar lì un: ma lo sai che il sole invecchia la pelle? tu hai 38 anni ma ne dimostri di più.
9) rivelare che preferisci di gran lunga fare la medusa spiaggiata al sole che ammazzarsi di lavoro su una vela da 38 metri.

Consiglio aggiuntivo: il punto 2 è considerata un'offesa tremenda per il Gerry Calà della Costa Azzurra, come per qualunque altro uomo con una macchina da 40mila euro in su. E' la stessa cosa che dire: sei ipodotato. 




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1 giugno 2006

che poi io sono anticlericale

Io sono per un'estetica dell'insulto.
E all'insulto a volte inevitabilmente si arriva.
D'altra parte sono geneticamente rissosa.
Ieri addirittura mi dicevano che forse esiste una sorta di osmosi della mia rissosità per chi mi frequenta.  
In ogni caso non fatemi la menata del "non cedere alle provocazioni" e del "non cadere in basso al loro livello", purtroppo ho un carattere difficile, se uno mi insulta io gli rispondo.
Ma ci vuole estetica nell'insulto. Si può essere caustici senza volgarità, senza fare gli scaricatori di porto, senza rischiare una denuncia.
Lo dico per gli amichetti di Pezzimenti, uno che con Penny e Almalù abbiamo incontrato una sera a Porta Venezia mentre, scendendo dal suo Cayenne, raggiungeva gli amici che affiggevano manifesti abusivi con la sua faccina.
Ma gli amichetti di Pezzimenti ti raggiungono ovunque digitando su google il nome del biblista e controllando che si dice di lui sul web.
Non hanno gradito il nostro interessamento al loro eroe.
Così si sono sdilinquiti in una serie di rare perle di finezza, finendo per chiedermi dove e quando avrebbero potuto spiegarmi de visu chi è Pezzimenti.
Beh io sono disponibilissima al dialogo costruttivo e non sono insultante fino in fondo, altrimenti avrei detto loro, accettando il solerte invito, che forse forse è un atteggiamento da mafiosetti del quartierino, che mi hanno minacciata.
Invece ho risposto solo: va bene, con piacere! vediamoci e spiegatemi che sono curiosa.
Solo che loro si sono tirati indietro, mannaggia.
E senza un minimo di estetica hanno ricominciato a dirci cose carine...

Aggiunta: Pezzimenti ha avuto 580 preferenze (nessun commento). Per essere eletti pare ce ne volessero 640. A Milano ci sono almeno 60 persone che stimo dippiù.




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